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La Storia

Ad iniziare l’attività nel 1910 fu Mario Serra il quale, approfittando della sua esperienza di viaggiatore poliglotta e di attento osservatore della società di quel tempo, iniziò ad acquisire tutto ciò che di interessante e innovativo potesse esservi per il suo negozio; contemporaneamente realizzò, grazie ai suoi disegni e all’abilità di alcuni eccellenti orafi, varie linee di gioielli. Serra divenne ben presto un punto di riferimento dell’alta società dell’epoca, ed ebbe l’onore di essere nominato “Fornitore della Casa Reale Italiana” (l’allora Palazzo Reale, Il Quirinale, è a pochi passi da Via del Corso, dove il negozio era situato e dove rimase fino al 1985).

I giornali del tempo scrivevano spesso notizie riguardanti il negozio, definendolo “Il negozio più bello di Roma, anzi d’Italia, forse del mondo”; ed anche “Serra, il mago delle cose belle … Un labirinto di seduzioni in cui migliaia di ammiratori della bellezza perdono la ragione perché vorrebbero tutto…”.

La Famiglia Reale Italiana, i membri della classe dirigente, l’aristocrazia, e l’alta società acquistavano regolarmente gioielli e manufatti unici della boutique Serra, come documentato da un articolo di giornale del 1929, secondo il quale “lo stesso Mussolini andò all’inaugurazione di una mostra in auto, con Finzi  che arrivò in aereo e Cremonesi a cavallo, in uno sfavillio di uniformi ed uno scintillio di decorazioni “ (Finzi e Cremonesi erano noti politici e membri dell’alta società dell’epoca; questi articoli storici sono in mostra permanente nel negozio SERRA di via Margutta)

Quando il fondatore Mario Serra si ritirò, la direzione artistica e la direzione dell’azienda passò  a suo figlio Marcello.

Marcello continuò  la tradizione di suo padre, immettendo arte e storia nelle sue creazioni. Egli è stato uno dei principali esponenti del commercio del lusso romano, ma fu, al tempo stesso, un uomo di grandissima cultura, e di  vasti e diversificati interessi. Dopo gli studi effettuati nel Collegio gesuitico di Mondragone (donato dal Principe Borghese ai Gesuiti, che ne fecero un convitto per i figli delle classi sociali più elevate), ed aver terminato gli studi in Svizzera, entrò molto giovane nell’azienda di famiglia e rivelò una spiccata sensibilità manageriale, adottando una rigorosa politica di qualità che fece del suo negozio un punto di riferimento obbligato per la Roma bene ; riuscì al tempo stesso ad intuire e assecondare con formule innovative i cambiamenti della società e del mercato.Uomo di fortissima personalità, combatté come ufficiale pilota in Africa settentrionale e nell’Egeo durante la Seconda guerra mondiale e partecipò poi alla Resistenza come ufficiale di collegamento con i comandi degli Alleati, grazie anche alla padronanza di numerose lingue. Appassionato di mare e di archeologia subacquea, compì ripetute esplorazioni del Mediterraneo e studiò con attenzione le attività di ricerca e di recupero dei galeoni spagnoli nel Mar dei Caraibi. Fu inoltre consigliere della Banca d’Italia e socio della Fondazione Cassa di Risparmio di Roma, e ricoprì la carica di primo console del prestigioso sodalizio della “Università e Nobil Collegio degli orefici gioiellieri e argentieri dell’alma città di Roma” che da oltre cinquecento anni ha sede a S. Eligio in via Giulia.

Marcello ha trasmesso la sua passione per la gioielleria e la “bellezza” in generale a suo figlio Alessandro che, dopo gli studi di arte e management al Claremont College a Los Angeles, lo ha affiancato nella conduzione dell’azienda, diventando un illustre studioso di storia e numismatica romana. Egli è riuscito a  fondere la sua sensibilità e la profonda conoscenza del mondo romano con gli insegnamenti e le passioni ereditate da suo padre. Oggi , con sua moglie Ornella, si occupa dell’azienda di famiglia.

Il risultato è stata la “Collezione archeologica”, una serie unica di gioielli creati attorno a reperti romani autentici (monete, pietre incise romane, micromosaici), dove l’elemento moderno si fonde armoniosamente con quello antico evidenziandolo e completandolo. Parallelamente alla Collezione archeologica, che comprende anche disegni unici creati attorno ad antiche pietre preziose, Serra offre anche gioielli vintage selezionati che risalgono al XIX e XX secolo. Domitilla, figlia di Alessandro e Ornella, avvocato, rappresenta, nell’azienda di famiglia, la IV generazione.

I gioielli della collezione archeologica utilizzano autentiche monete e intagli romani risalenti al III secolo a.C. fino al IV secolo d.C., nonché forme e stili ispirati ai talentuosi orafi e artisti che, oltre 2000 anni fa, crearono opere di incredibile bellezza ed eleganza. Con questa preziosa collezione di gemme e monete romane, a volte montate in modo classico e altre volte ridisegnate con un design più contemporaneo, Serra ha permesso a questi antichi manufatti di tornare a brillare sotto una nuova luce.

L’usanza di montare monete per creare gioielli è estremamente antica. Le sue origini risalgono al  mondo greco, ma la tradizione si diffuse a Roma tra il I e ​​il III secolo d.C. I Romani attribuivano un potere talismanico ed amuletico ai gioielli così realizzati, dando alla moneta un compito molto più complesso rispetto a quello per cui era stata coniata. Per quanto concerne la glittica, ovvero l’arte «minuta ma  non minore», di incidere gemme e pietre dure (ma anche paste vitree) in epoca romana, essa era molto usata per  anelli, collane, bracciali ed orecchini, da uomo o donna (è famoso l’anello di Augusto in oro  con pietra in onice nera, incisa con un Capricorno, simbolo del potere dell’imperatore). Questi anelli con pietre incise venivano  usati frequentemente anche come sigilli, imprimendoli  su della cera fusa colata, posta a chiudere un documento. Le pietre incise venivano lavorate da abilissimi incisori; i temi delle figure, erano scelte dai clienti o lasciate alla sensibilità’ dell’ artista. Quasi sempre si trattava di soggetti di carattere mitologico o allegorico. Ancora oggi esiste un fiorente mercato di queste pietre antiche, che nel tempo sono state ritrovate soprattutto perché spesso venivano tolte e gettate via da chi cercava solo oro e argento, come i Barbari nei tempi delle invasioni. Le “perle” della glittica, sono piccoli capolavori che ci permettono di ripercorrere la storia, andando a ritroso nel tempo.

L’arte della gioielleria è un argomento complesso e in qualche modo sfuggente. Indipendentemente dal fatto che un gioiello sia stato originariamente scelto come amuleto, per la sua bellezza o per la sua valenza sociale, pochi rami delle arti decorative hanno goduto di un uso così personale, intimo e diversificato e di una storia così lunga.

I gioielli vintage sono senza tempo. Nel mondo frenetico in cui viviamo non c’è da meravigliarsi se vengono apprezzati monili pieni  di autenticità, valore, bellezza e armonia del presente con il passato. Splendidi monili dei secoli passati ci parlano di amori, lotte, trionfi e valori duraturi.